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4. 1  IL GRUPPO PIETRA DA CANTONI (CARATTERI GENERALI)

Il Gruppo Pietra da Cantoni (PDC), di età Burdigaliano superiore -Langhiano p.p. (18-14 milioni di anni circa) è un'unità geologica complessa ed eterogenea che affiora su gran parte del territorio trevillese (tra la Strada Ducale a Sud e la statale Casale Monferrato-Asti a Nord) e costituisce la porzione più rilevata del territorio stesso. E' riconoscibile per le maggiori pendenze morfologiche e per le maggiori concentrazioni di aree boschive.

Nel Burdigaliano-Langhiano (d'Atri et al. 2002, Dela Pierre et. al. 2003), a causa di forti movimenti tettonici legati alla costruzione della catena Appenninica, la geografia dell’area cambia e le rocce diventano prevalentemente calcaree. La parte orientale del Monferrato (come il Basso Monferrato casalese) si solleva e si instaurano condizioni di mare basso, mentre nella parte occidentale (verso Trino) si mantengono condizioni di mare più profondo.

Nel Burdigaliano inferiore, infatti, il Monferrato Orientale è soggetto ad erosione (Clari et alii, 1994) e non si depositano le Marne a Pteropodi presenti nelle aree più ad ovest. Come è noto in letteratura, per questo, la Pietra da Cantoni poggia in discordanza sulla F.ne di Antognola (come a Treville) o sulle unità più antiche.

La  Pietra da Cantoni (18-14 Ma circa), in colore giallo, affiora estesamente

sul territorio comunale, al di sopra della F.ne di Antognola (colore marrone).

In  rosso tratteggiato, i limiti comunali (A. Frixa)

 

La Pietra da Cantoni (in giallo nella scala cronostratigrafica a sinistra) è compresa tra la lacuna stratigrafica burdigaliana (in bianco) per l'assenza di parte del Burdigaliano inferiore e le Marne di Mincengo, dubbie in quest'area per mancanza di affioramenti.

 

Numerosi studi sulla Pietra da Cantoni sono stati condotti negli ultimi anni dai geologi delle Università di Torino, Pavia e Genova (Bicchi et alii, 1994; Chiesa G. 1989; Clari P. et alii, 1994, 1995; d’Atri A. et alii, 2002; Dela Pierre F., et al. 1998; 2003, Falletti P., 1994; Polino R., 1994; Timpanelli M., 2003; Vannucci G. et alii, 1996; Violanti D. et alii, 2003).

 

La Pietra da Cantoni è stata suddivisa (Clari et al., 1994), da est ad ovest, in tre unità principali con diverse caratteristiche litologiche ed ambientali:

1. calcari bioclastici di mare basso e fossiliferi (rodoliti, echinidi, macroforaminiferi, molluschi e balanidi) aventi in affioramento uno spessore massimo di 60 m; al tetto può esserci un livello lito-bioclastico fosfatizzato e glauconitizzato;

2. calcareniti ricche in foraminiferi planctonici e glauconite, di ambiente di piattaforma aperta (spessore affiorante 30 m);

3. marne calcaree con intercalazioni silicee, indicative di un ambiente di mare più profondo (piattaforma esterna-scarpata).

Il sovrapporsi delle unità di mare più profondo (2. e 3.) su quella di mare poco profondo (1.), testimonia la trasgressione marina (avvenuta da est verso ovest), che portò all'annegamento dell'unità 1.

 

 

Nella Valle del Rio di Treville, la F.ne Antognola affiora per erosione  della Pietra da Cantoni,

 

che la ricopre in discordanza ed è a sua volta ricoperta dal fluviale recente (A. Frixa, 2005)

 

Tra i lavori disponibili, quello che descrive con maggior dettaglio la parte basale della Pietra da Cantoni trevillese è quello di Schüttenhelm R. T. E. (1976). L'Autore riconosce nella Pietra da Cantoni del Monferrato Casalese tre piattaforme sovrapposte:

1. piattaforma inferiore di mare basso a rodoliti;

2. piattaforma glauconitica (compresa con la precedente  nell'unità 1 di Clari et alii, vista sopra);

3. piattaforma superiore marnoso-arenacea di mare più profondo (unità 2 di Clari et alii, 1994).

 

Sulla base di quanto detto sopra vediamo più in dettaglio le due unità della Pietra da Cantoni trevillese, che chiameremo informalmente "inferiore" e "superiore", in quanto la piattaforma glauconitica non è presente a Treville.

 

Va tenuto presente che in tutto il Monferrato Casalese, la sedimentazione della Pietra da Cantoni,  appare discontinua e "lacunosa", a causa delle morfologie dei fondali dell'epoca, della tettonica appenninica in corso, delle variazioni del livello marino e dei fenomeni erosivi di quel periodo geologico.

L'erosione Plio-Quaternaria e le estese coltivazioni, inoltre, complicano lo studio dei geologi in queste aree monferrine.

 

Lo scopo di questo sito è comunque quello di dare un'idea generale di queste unità, lasciando i dettagli ad altre sedi più appropriate.