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5. GLI ULTIMI DEPOSITI
MARINI

I depositi marini più recenti (11-5
Ma), rappresentati dalle Marne di S. Agata Fossili (colore arancione) e
dal Complesso Caotico della Valle Versa
(colore rosa), affiorano solo lungo la Valle del Rio Molino.
Sul resto del territorio Comunale sono
stati probabilmente erosi nel corso del Pliocene e del Quaternario.
In rosso tratteggiato, i limiti comunali (A. Frixa)
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Sopra la Pietra da Cantoni,
ritroviamo le
Marne di Mincengo (Serravalliano;
presenza dubbia) e le
Marne di S. Agata Fossili (Tortoniano; circa 11-7 milioni di anni fa), ricoperte dal
Complesso Caotico della Valle Versa di età Messiniano (circa 7-5 milioni di anni fa), che chiudono l'Epoca Miocenica.
Le Marne di Mincengo,
presenti nelle aree limitrofe, sono dubbie nel territorio di Treville
(per mancanza di affioramenti) e nella carta geologica del foglio
Vercelli sono indistinte dalla
Pietra da Cantoni. |
Le
altre due unità sono cartografate (foglio Vercelli) sui fianchi della valle del Rio Molino, nella parte ovest del territorio comunale trevillese e al confine con il comune di Cereseto.
Come in altre zone monferrine, non sono facilmente distinguibili tra loro, essendo entrambe costituite da marne ed argille pelagiche, e difficilmente affiorano, a causa della copertura vegetale e delle coltivazioni. Per questo, per entrambe le unità, abbiamo preso in considerazione le descrizioni dei rilevatori dei fogli Vercelli e Trino (Bonsignore G. et al., 1969; Dela Pierre F. et al., 2003).

Valle del Rio di Coda Lunga nei pressi del sentiero CAI 713
Pietra da Cantoni ricoperta dalle Marne di S.Agata Fossili tortoniane
e dal fluviale quaternario (A. Frixa, 2005)
Le
Marne di S. Agata Fossili (Tortoniano) sono composte da marne ed argille grigio-azzurre, mal stratificate e bioturbate, a foraminiferi planctonici ben conservati e bentonici, caratteristici di un ambiente di scarpata sottomarina.
Il
Complesso Caotico della Valle Versa (Messiniano) un tempo denominato, anche in questa area,
"Gessoso-Solfifera", è un'unità geologica complessa che risente dell'inizio della formazione delle colline monferrine. Un'importante fase tettonica e ripetute oscillazioni del livello marino sono infatti segnalate in letteratura. Nella località tipo, è costituito da brecce a blocchi di diversa natura, contenuti in una matrice argillosa a foraminiferi planctonici. Tra i blocchi sono da segnalare quelli formati da gessi (tipici della Formazione "Gessoso-Solfifera" di molte aree italiane e mediterranee).
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La fonte di Treville nell'agosto 1979 |
I gessi (minerali costituiti da zolfo e calcio) sono legati alla particolare storia geologica di questo periodo. Nel Messiniano (7-5 milioni di anni) si verificò la cosiddetta "crisi di salinità" del Mediterraneo. A causa dei movimenti tra le zolle Africana ed Europea il Mediterraneo rimase isolato dall'Atlantico, per la momentanea chiusura dello Stretto di Gibilterra.
Le conseguente furono: l’abbassamento brusco del livello del mare, forte evaporazione dell'acqua marina, aumento della sua salinità e deposizione di gessi e sali, che ritroviamo ovunque nell'area mediterranea.
L'esistenza della
Fonte Solforosa di Treville indica che il gesso è presente anche nel sottosuolo trevillese o in quello dei paesi confinanti. Le acque scorrendo in profondità sciolgono i gessi e si arricchiscono in zolfo risalendo in superficie.
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| Fino al periodo bellico, il classico odore di
"uovo marcio", legato allo zolfo, si sentiva fino in paese. A causa
di successivi lavori di ristrutturazione, la fonte perse questi
"profumi" e la sua portata diminuì via via, fino ad azzerarsi, tra
la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90.
Dal 2006 la fonte è in fase di ristrutturazione da
parte di privati. |

La fonte di Treville nell'autunno 2005 |
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