MARIO SURBONE (1932)

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Mario Surbone (Foto: Fulvio Richetto, 1993)

 

Alcune notizie biografiche

(tratte dal Libro "Mario Surbone" di Francesco De Bartolomeis, Giulio Bolaffi Editore, 2007)


Mario Surbone - Spazi natura eventi nelle ipotesi dell'arte.
Sala Bolaffi, Torino, 17 febbraio - 25 marzo 2007, via Cavour 17

 

Mario Surbone è nato nel 1932 a Treville (Alessandria). A quindici anni dà già prova della sua precocità nella ricerca di un suo stile personale. Compie gli studi al Liceo Artistico e all’Accademia Albertina di Torino, dove è allievo di Felice Casorati. L’esigenza di aggiornarsi lo porta a Parigi, una prima volta nel 1957 e una seconda volta per un più lungo soggiorno di studio e di lavoro nel 1960-61. L’esordio pubblico è del 1958 alla Mostra nazionale di arte giovanile di Roma.
Come non ci sono tracce di casoratismo, neppure agli inizi, niente lo assimila all'informale (termine del resto infelice che la critica continua ad adoperare senza verificare se può connotare particolarità stilistiche).
Surbone convoglia irregolarità, contraddizioni nell'audacia inventiva al di là di un mestiere di cui dà prove eccellenti già in giovanissima età. Dopo avere rinnovato la figurazione, intrecciandola con forme geometriche, affronta l'avventura degli Incisi (196878), tagli regolari su supporto quasi sempre di cartone. L’elementarità è apparente. Diagonali, verticali, forme geometriche regolari sono espressione di rigore che trova continuità negli Acrilici su legno, di grandi dimensioni, quasi sempre costituiti da più elementi. Le forme geometriche sono in rapporto con fatti di natura, la irregolarità complica l'armonia anche per vie sotterranee.
Sulla materia molto vari sono gli interventi: sia incisioni che penetrano lo strato pittorico sia aperture verticali o orizzontali o oblique o frastagliate. Le opere hanno alle spalle disegni ma anche elaborazioni dettagliate nelle stesse dimensioni dei prodotti nella soluzione definitiva. Mario parla di sinopie, in quanto simili a tracce per affreschi.
Dopo gl'Incisi con costruzione geometrica e dopo gli Acrilici su legno con prevalenza di forme geometriche l'artista si concentra specie su fatti di natura, liberi dalla morfologia delle cose, per mettere il suo mondo nelle rappresentazioni.

Anche forme originariamente geometriche penetrano nell'essenza di luoghi, di persone, di eventi.

Le opere di Surbone ci chiedono di soffermarci a lungo, di variare la distanza e il punto di osservazione per sperimentare, anche nelle delineazioni geometriche, la duplicità immersione-allontanamento, interiorizzazione-espansione nello spazio senza limiti.

Molti i critici che s'interessano a Surbone; tra gli altri Albino Galvano, Paolo Fossati, Luigi Lambertini, Angelo e Piergiorgio Dragone, Giulio Argan, Enrico Crispolti, Giorgio Di Genova, Vittorio Fagone, Aldo Passoni, Mirella Bandini, Angelo Mistrangelo, Marisa Vescovo, Marco Rosci, Francesco Poli, Francesco De Bartolomeis.

Figura a riposo, 1952,

olio su compensato, cm 57x43.5

2006 da Frammenti,

acrilico su legno - 172x95

Numerose le personali e le collettive in Italia e all'estero. Nel 2006 partecipa all'iniziativa Torino-Lione, una scambio di interventi sui simboli delle due città.
È del 1996 la monografia di Francesco De Bartolomeis (Mario Surbone, Edizioni d'Arte Fratelli Pozzo, Torino), che ricostruisce l'itinerario dell'artista dagli anni di formazione alla piena maturità. Nello stesso anno l'opera viene presentata in occasione di una personale alla Galleria La Bussola di Torino.

Negli ultimi anni Mario Surbone ha curato e diretto numerose mostre d'Arte esposte nella Chiesa trevillese di San Giacomo, che hanno suscitato l'interesse dei massimi quotidiani piemontesi e di Rai 3 che ha dedicato alle sue mostre un servizio nel 2005.

Farfalla, multiplo 1994, acrilico su legno, cm 29.5x29.5


 

244. VIAGGIO D'AUTORE A ... TREVILLE
 

articolo di Luigi Angelino (estratto da "Il Monferrato", venerdì 29 luglio 2005)

[...] Afosa mattinata di fine luglio, l'aria condizionata della macchina accentua il colpo di calore quando scendiamo a Treville di fronte alla casa di Mario Surbone.
 

Ci attende con una chicca. Sul tavolo del suo grande studio monferrino (un altro è a Torino) una pagina de Il Monferrato datata 23 giugno 1992, un tour delle chiese Grignolio-Angelino dedicato a S.Ambrogio di Treville  che domina mezzo Monferrato.

Nel servizio si citano tra le preziosità dell'edificio sacro due opere di Surbone: la porta del tabernacolo (Agnus Dei) e un affresco per il Battistero del 1948. Surbone ha ritrovato per noi il bozzetto (Battesimo di Gesù) eseguito a sedici anni durante gli studi all'Accademia Albertina e gli approfondimenti presso l'atelier Mazzoli di Casale.

Approfittiamo anche per vedere le ultime opere, un ciclo di acrilici su carta e legno: un discorso raffinato di un artista che ha scelto sempre di più la terra natia e che nella chiesa di San Giacomo sta portando avanti un discorso di mostre di livello.

il Battistero "Battesimo di Gesù"

affresco di M.Surbone (foto A.Frixa, 2005)

Una lunga scala non ci porta in Paradiso ma nella parrocchiale. Surbone ha le chiavi. La troviamo molto luminosa, merito del restauro interno e mentre Surbone ricorda che da piccolo faceva il giro sul cornicione (""M ven frecc a pensai') ammiriamo le due cappelle di testata all'altare e la serie di dipinti di buona mano tra cui spiccano "Il matrimonio celeste di Santa Caterina da Siena con Gesù risorto" di Orsola Caccia, la "Gloria di San Francesco Saverio" e nel coro un "Sant'Ambrogio" potente, ma nascosto dall'organo donato nel 1968 dal maestro Angelo Surbone.
Ovviamente ammiriamo nel battistero l'opera di Mario Surbone che può apparire ancora molto moderna [...].

 

Treville (AL) "Agnus Dei", la porta del tabernacolo della Parrocchiale.

Opera di Mario Surbone (foto: A. Frixa 2005)