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Mario Surbone è nato nel 1932 a Treville
(Alessandria). A quindici anni dà già prova della sua precocità nella
ricerca di un suo stile personale. Compie gli studi al Liceo Artistico
e all’Accademia Albertina di Torino, dove è allievo di Felice
Casorati. L’esigenza di aggiornarsi lo porta a Parigi, una prima volta
nel 1957 e una seconda volta per un più lungo soggiorno di studio e di
lavoro nel 1960-61. L’esordio pubblico è del 1958 alla Mostra
nazionale di arte giovanile di Roma.
Come non ci sono tracce di casoratismo, neppure agli inizi, niente lo
assimila all'informale (termine del resto infelice che la critica
continua ad adoperare senza verificare se può connotare particolarità
stilistiche).
Surbone convoglia irregolarità, contraddizioni nell'audacia inventiva
al di là di un mestiere di cui dà prove eccellenti già in giovanissima
età. Dopo avere rinnovato la figurazione, intrecciandola con forme
geometriche, affronta l'avventura degli Incisi (196878), tagli
regolari su supporto quasi sempre di cartone. L’elementarità è
apparente. Diagonali, verticali, forme geometriche regolari sono
espressione di rigore che trova continuità negli Acrilici su legno, di
grandi dimensioni, quasi sempre costituiti da più elementi. Le forme
geometriche sono in rapporto con fatti di natura, la irregolarità
complica l'armonia anche per vie sotterranee.
Sulla materia molto vari sono gli interventi: sia incisioni che
penetrano lo strato pittorico sia aperture verticali o orizzontali o
oblique o frastagliate. Le opere hanno alle spalle disegni ma anche
elaborazioni dettagliate nelle stesse dimensioni dei prodotti nella
soluzione definitiva. Mario parla di sinopie, in quanto simili a
tracce per affreschi.
Dopo gl'Incisi con costruzione geometrica e dopo gli Acrilici su legno
con prevalenza di forme geometriche l'artista si concentra specie su
fatti di natura, liberi dalla morfologia delle cose, per mettere il
suo mondo nelle rappresentazioni.
Anche forme originariamente geometriche penetrano
nell'essenza di luoghi, di persone, di eventi.
Le opere di Surbone ci chiedono di soffermarci a
lungo, di variare la distanza e il punto di osservazione per
sperimentare, anche nelle delineazioni geometriche, la duplicità
immersione-allontanamento, interiorizzazione-espansione nello spazio
senza limiti.
Molti i critici che s'interessano a Surbone; tra
gli altri Albino Galvano, Paolo Fossati, Luigi Lambertini, Angelo e
Piergiorgio Dragone, Giulio Argan, Enrico Crispolti, Giorgio Di
Genova, Vittorio Fagone, Aldo Passoni, Mirella Bandini, Angelo
Mistrangelo, Marisa Vescovo, Marco Rosci, Francesco Poli, Francesco De
Bartolomeis.
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Figura a riposo, 1952,
olio su compensato, cm 57x43.5

2006 da Frammenti,
acrilico su legno - 172x95
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